L'inizio della mia carriera
(dal mio diario)

Era inverno nelle Fiandre. L’ospedale era un moderno edificio di cemento. Il cielo era
grigio e basso e il tramonto non aveva colore. Stavo fermo a sentire i piedi sull’asfalto
bagnato. Tutto era orizzontale tranne qualche alberello spoglio. Non ero disperato. Mio
padre era malato da mesi ed era morto piano piano, restituendo respiri alla vita,
diventando piccolo e grigio,  come un feto. Anche il volto di mia madre, segnato dalla
rassegnazione al dolore, era grigio. Occhiaie profonde le cerchiavano gli occhi neri.
Mi specchiavo nel parcheggio semi-vuoto. Non ero in me, non ero fuori di me. Qualche
filo d’erba verde di rugiada si faceva strada tra piccole crepe nell’asfalto scuro: dentro
non ero vuoto. Ero vivo. Come un fiore che, persi tutti i petali, si accorge di essere
frutto, ero maturato. Non avevo più paura del dolore. La sofferenza appartiene alla vita,
non alla morte.
Frammenti di vita

Sono stato salvato dalle grinfie dell'anonima sequestri per miracolo. Dopo 28 giorni da
braccio della morte l'esecuzione non è arrivata. Sono stato liberato. Fuori ho trovato
dolore, una valanga di dolore, e nessuno capace di dirmi perchè. Sono stato
un adolescente fragile, sempre sull'orlo della morte, sopravvissuto solo perchè durante il
sequestro avevo imparato a dirmi "voglio vivere, voglio vivere..." Non ho fatto il
conservatorio. Ho fatto il militare da ufficiale di un reparto operativo, poi mi sono
laureato in antropologia con 100 e lode. Dopo la morte di mio padre ho lasciato tutto e
sono partito con il mio contrabbasso. Ho iniziato a vivere di musica. Francia, USA... Più
lontano andavo più ritrovavo straccetti d'anima strappati via dalle tempeste. E li
ricucivo insieme.
Take the "E" train

A New York ho vissuto per 6 anni. Dopo aver suonato jazz in giro, ho iniziato a
scrivere la mia musica. La mattina dell' 11 Settembre 2001 ero downtown. Il dolore è
arrivato, inspiegabile come sempre, e con esso la purificazione di una città che stava
diventando il set holliwoodiano di sè stessa. Ho messo su un nuovo quartetto e ho
continuato per la mia strada. Che ha portato alla prima colonna sonora di un
lungometraggio.
Guido Freddi - composer